IL SIGNIFICATO SIMBOLICO DEL BAMBÙ

Il significato simbolico del bambù

In questo articolo ti racconterò il significato simbolico del bambù, oltre ai suoi usi e alle sue benefiche proprietà.

Introduzione botanica

I bambù sono un gruppo di piante con più di mille specie e un centinaio di generi. Fanno parte della famiglia delle Poaceae, ovvero delle Graminaceae.

Sono a portamento arbustivo, sempreverdi e molto vigorosi. Hanno un’altezza che può andare da pochi centimetri fino a 40 metri e un diametro che può arrivare fino a 30 cm.

I bambù hanno tante forme e colori diversi: gialli, neri, variegati, rampicanti e addirittura spinosi. Hanno foglie lanceolate, sottili e ruvide, che producono un piacevole fruscio quasi costante anche con poco vento. Hanno una straordinaria velocità di crescita e fioriscono raramente, circa una volta ogni 50 anni. La varietà giapponese madake (Phyllostachys bambusoides) impiega addirittura 130 anni!

Il bambù presenta numerose virtù, in grado di contrastare l’inquinamento. Ad esempio:

  • assorbe l’anidride carbonica
  • contrasta l’inquinamento atmosferico e del suolo: le radici del bambù trasformano gli inquinanti in biomassa
  • mantiene pulite le acque dei fiumi e dei laghi
  • costituisce un’efficace barriera contro polveri, vento e rumore

Inoltre, nell’ambito dell’ingegneria naturalistica, viene utilizzato anche per:

  • consolidare le scarpate (grazie all’apparato radicale previene frane e smottamenti)
  • prevenire il dilavamento del terreno grazie alla capacità di trattenere l’acqua (e, grazie a questa caratteristica, la pianta resiste alla siccità)
  • scongiurare gli incendi: il bambù difficilmente brucia e ha comunque un’elevata capacità di rigenerarsi

Altra caratteristica importante del bambù è il suo essere resistente all’attacco di malattie, tipiche invece per altre graminaceae: la pianta quindi non necessita di particolari cure ed attenzioni.

Come coltivare il Bambù

In generale i bambù si adattano alla maggior parte dei terreni, anche quelli più poveri. Ci sono specie di bambù che richiedono un substrato di coltivazione acido, altri un terreno umido ma con un buon drenaggio dell’acqua. Insomma, dipende dalla specie (e ricorda che ne esistono circa 1400!).

I bambù con il portamento più contenuto sono quelli migliori per la coltivazione in vaso. Durante i mesi caldi bisogna bagnare abbondantemente e con regolarità, nel periodo autunnale e soprattutto invernale bisogna ridurre l’irrigazione, senza mai sospenderla del tutto però.

Tra le varietà di bambù più comuni e facili da coltivare ci sono:

  • Fargesia nitida, ideale per le siepi (altezza tra i 2,5 e i 4 m)
  • Shibataea kumasaca, ideale per la coltivazione in vaso (altezza 1 – 1,5 m)
  • Phyllostachys nigra, con fusti di colore nero e foglie verdi (altezza tra i 3 e i 5 m)

Vista la grande varietà di bambù, per ogni contesto, funzione ed esigenza, ne esiste uno ideale!

TIP: è consigliabile lasciare intorno alle piante le foglie cadute poiché contengono silice (fornisce alle piante nutrienti e migliorano il suolo).

Usi del Bambù

Il bambù si può tagliare e usare quasi subito per fabbricare oggetti, con però un minimo trattamento. In questo caso tende a decomporsi in fretta, risultando adatto solo per oggetti destinati all’impiego temporaneo, per esempio quelli destinati ai lavori agricoli stagionali.

Per ottenere prodotti di lunga durata occorre stagionare i fusti, collocandoli in un luogo asciutto per un anno circa e poi pulendoli e trattandoli in modo da rimuoverne la linfa oleosa, che tende ad attrarre insetti nocivi per il legno. A questo scopo li si immergono in acqua per qualche mese o, più spesso, vengono riscaldati sul fuoco, eliminando l’olio che emerge in superficie fino a quando non ne compare più. Alla fine del procedimento, la pianta è pronta per essere lavorata dall’artigiano.

Il bambù è un materiale estremamente versatile, con innumerevoli usi nel mondo asiatico.
In Giappone è sempre a “portata di mano” poiché è molto usato per la costruzione di abitazioni, tetti, ponteggi, recinzioni e oggetti di uso domestico, come: bacchette, bicchieri, utensili da tè, attrezzi per la pulizia, contenitori, strumento musicale (shakuhachi, simile al flauto), vaso da fiori, ecc.

Sono stati individuati ben 1400 utilizzi diversi!

Ovviamente è anche usato in cucina, dove i giovani germogli di bambù sono utilizzati nelle ricette della cucina giapponese. Ricchi di principi nutritivi, sono alimenti ipocalorici e poveri di grassi, adatti ad apportare benefici alla nostra salute.

Come vedi il bambù è una pianta talmente versatile e ricca di potenzialità che negli anni ’70 Edison scelse le fibre del bambù di Arashiyama per il filamento della sua prima lampadina!

Proprietà del Bambù

Il bambù è ricco di vitamine e fibre: il suo succo è un rimedio naturale contro sintomi da raffreddamento e congestioni delle vie respiratorie, le radici hanno proprietà rinfrescanti e astringenti, mentre i germogli sono digestivi, carminativi e antisettici.
Diversi studi hanno dimostrato che l’estratto di bambù ha proprietà benefiche, nello specifico per ossa, unghie, arterie, pelle e soprattutto capelli. Il merito è dell’elevato contenuto di silicio organico.
In cosmesi l’estratto di bambù è usato per rinforzare e aumentare l’elasticità del capello, contrastarne la caduta, rinforzare la struttura delle ossa e delle articolazioni, contrastare l’invecchiamento della pelle e migliorare l’aspetto delle unghie.

Il bambù, inoltre, contiene altri elementi che agiscono positivamente: zinco, rame, vitamine del gruppo B e ulteriori minerali, seppur in quantità minore, come Manganese, Fosforo, Calcio e Potassio.

Il significato simbolico del Bambù

Il bambù è simbolo di resistenza: è apprezzato per la sua capacità di sopportare le tempeste senza spezzarsi, grazie al fusto flessibile e cavo e alle radici rizomatose straordinariamente forti.

La pianta è aggraziata e di aspetto pulito, caratteristiche viste come simboli di purezza, saldezza e altre virtù. Il suo profilo elegante e flessuoso, e il modo in cui si muove nella brezza più lieve, ne hanno fatto un soggetto d’ispirazione per generazioni di artisti e artigiani.

Questa pianta è simbolicamente così insita nella cultura giapponese che il radicale significante “bambù” fa parte dei 165 segni base dei kanji.

Come dicevo qualche riga sopra, la pianta è molto apprezzata per le sue doti eccezionali di flessibilità e resistenza, che le consentono di piegarsi sotto la ferocia del tifone senza mai spezzarsi.
In senso metaforico, questa qualità non è mai di troppo per il giapponese, poiché possedere un’agile flessibilità è il modo migliore per sopportare le sfide quotidiane.

Come il vuoto è definito dal tutto, così il “tutto” del bambù si sviluppa intorno al vuoto: le canne del bambù non contengono nulla e quindi esso è metafora di un paradosso zen.

Forse anche per questo significato profondo, e per la sua naturale eleganza, il bambù è spesso associato alla cerimonia del the, all’ikebana e a rituali religiosi.

In molti giardini giapponesi il bambù forma un simbolico sfondo all’intento spirituale del giardino, oppure è usato per recinzioni o boschetti.

Molto importante è la foresta di Bambù (di 16 km²) di Arashiyama a Sagano (che ho avuto la fortuna di visitare durante il mio viaggio in Giappone): camminando lungo il sentiero ci si sente minuscoli sotto le canne altissime, che formano una sorta di architettura dalla geometria lineare.
Un posto davvero magico!



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