Benessere di Mente Corpo Spirito

RITROVARE IL CONTATTO CON LE PIANTE

Recuperare il contatto con le piante prendendo esempio dagli antichi monaci erboristi

Come raccontavo nella Newsletter di inizio ottobre (se non sei iscritto puoi rimediare subito andando qui), le piante hanno un’anima nascosta: racchiudono nelle loro foglie e nei loro fiori significati importanti e profondi. Le piante parlano, ma solo chi è ben disposto nei loro confronti può sentire e comprendere la loro voce. Il mio desiderio è quello di farti avvicinare a questo mondo nascosto, scoprendolo con delicatezza e traendone preziosi insegnamenti.

Per affrontare questo bellissimo e magico viaggio non basterà certo solo questo articolo: infatti ho in programma per le prossime settimane altri blog post riguardanti queste tematiche.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalle basi.

L’importanza di ritrovare il contatto autentico con le piante

L’uomo d’oggi ha purtroppo avuto un distacco dalla sua parte più autentica: la vita di città e la modernità lo hanno allontanato sempre di più dalla natura e dalla semplicità della vita a contatto con piante e fiori.

Pensiamo ai tempi antichi, quando ad esempio i monaci erboristi e speziali vivevano in veri e propri giardini incantati, ricchi di forze e flussi che interagivano tra di loro. Nei chiostri dei conventi medioevali si studiavano e si coltivavano le erbe medicinali, fonte principale di salute. I monaci sapevano che il giardino poteva fornire tutto ciò che era necessario per la vita: cibo e medicine. Ma la cosa meravigliosa è che essi sapevano che il giardino non aveva solo finalità mediche ed economiche, ma anche e soprattutto spirituali. Infatti i giardini dei monasteri servivano anche per nutrire l’anima e per la crescita spirituale. Erano luoghi di raccoglimento, di contemplazione della natura e di benessere intellettuale e fisico, grazie alle azioni di giardinaggio che compivano. Coltivare piante e fiori era un valido rimedio contro la pigrizia del corpo e dell’anima.


Prestare attenzione agli elementi

Quando i monaci erboristi dovevano raccogliere le erbe officinali, prestavano molta attenzione al singolo elemento vegetale da cogliere, ma anche a tutti gli altri elementi di contorno: dovevano tenere in considerazione la stagione, l’ora della raccolta, la posizione del sole, della luna, degli astri, la presenza di altre piante vicine, il tipo di terreno, gli agenti atmosferici, ecc. In questo modo le erbe officinali raccolte erano ricche di proprietà preziose e terapeutiche.

L’uomo moderno ha smarrito questo legame autentico ed antico con la natura, ha perso anche quella parte un po’ magica legata a miti e leggende. Ma il giardino, e la natura in generale, possiedono ancora oggi una simbologia molto potente e importante, i cui significati possono trasmetterci suggestioni, fascino e soprattutto insegnamenti.

Il mio desiderio

Ecco, quello che vorrei fare è riportare alla luce la parte simbolica, magica e leggendaria del mondo vegetale, per farti riassaporare i tempi antichi e per aiutarti a ripristinare la connessione con la natura. Il nostro spirito, per essere in salute, ha bisogno di questo!

Ti aspetto qui, sul mio blog, mercoledì prossimo per continuare il nostro viaggio alla ri-scoperta di una natura straordinaria! Nel frattempo, se hai delle curiosità specifiche, puoi lasciarmi qui sotto un commento!

Ti consiglio anche di leggere questo articolo (riguardante il legame con la propria Pianta Guida) e di dare un’occhiata ad Altea!



 

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