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RAGGIUNGERE L’ESSENZA

Un grandissimo insegnamento che ho imparato dalla natura e, in particolare, dall’arte dei giardini giapponesi, è che ciò che noi vediamo dipende solo da noi stessi. E’ un po’ il discorso che facevo nel post precedente, quando raccontavo della mia passeggiata lungomare: osservando la spiaggia dall’alto, e con uno sguardo superficiale, non vedevo le meraviglie che si celavano tra i granelli di sabbia. Ecco qui il link a quell’articolo per capire di cosa sto parlando.

Quando si passeggia in un ambiente naturale, che sia un bosco, un prato o un giardino, dovremmo apprezzarne la sua bellezza generale, certo, ma poi bisognerebbe cercare di andare oltre quella bellezza “di facciata” per poter raggiungere la sua essenza. Che poi, se ci pensi, è un po’ quello che dovremmo fare nella vita quotidiana, anche e soprattutto nei rapporti con le altre persone!

Una scena senza immagini

Molti giardini giapponesi sono caratterizzati dall’essenzialità: pochissimi elementi, a volte solo una macchia di muschio tra la ghiaia rastrellata e le pietre. All’apparenza sembrano giardini spogli, vuoti, giardini senza “immagini”… ma è proprio per questo che sono unici e preziosissimi. Perché? Beh, perché una scena senza “immagini” già confezionate fa sì che noi possiamo lasciare libera la nostra fantasia! Non ci fermiamo alla superficie ma, interpretando gli elementi secondo i nostri occhi interiori, andiamo nel profondo per raggiungere l’essenza di quel momento e di quel contesto.  Per i giapponesi questo modo di fare/pensare è alla base dei loro giardini e ha anche un nome specifico: mitate.

Il giardino giapponese, o giardino secco

Il giardino secco

Nel tipico giardino giapponese, chiamato “giardino secco”, gli unici elementi presenti sono la ghiaia rastrellata, le pietre e il muschio. Un giardino di questo tipo invita ad andare oltre l’apparenza, lasciando libera l’immaginazione e interpretando quei pochi elementi presenti a proprio piacimento. Ad esempio, il muschio vicino alla pietra può essere immaginato come una foresta ai piedi di una montagna. Il mitate implica un cambio di prospettiva e conduce alla consapevolezza, sottolineando che ciò che è nascosto in realtà vale quanto ciò che è visibile. L’assenza, a volte, è più importante della presenza perché una cosa implicita o nascosta stimola la fantasia e ci consente di immaginare ciò che non vediamo! Il ruolo fondamentale di un giardino è anche e soprattutto questo: in giardino ci concediamo quella libertà necessaria per stimolare la nostra sensorialità e la nostra immaginazione.

La prossima volta che ti trovi all’aperto, possibilmente circondato dalla natura, prova a esercitarti osservando con più attenzione gli elementi intorno a te, lasciando poi libera la tua immaginazione e la tua fantasia!



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